Ciao oggi ti porto un mio caso studio per Instagram. L’attività in questione è una pizzeria d’asporto che si trova a Illasi, un piccolo paesino vicino Verona.

Gli obiettivi del titolare sono aumentare il bacino di clienti e spingere il profilo Instagram della pizzeria, a livello di visione futura vorrebbe implementare dei piccoli lanci per prodotti di rosticceria e dolcetti artigianali.

Profilo con engagement nullo, discreta base di partenza come contenuti e pochi followers.

Partiamo

Indice dei contenuti

Step 1: primi passi

Prima ancora di parlare di strategie, engagement, ads e contenuti per me è fondamentale partire dalle basi ovvero dal brand. Sostanzialmente io credo che al giorno d’oggi aprire un’attività copiandone un’altra che hai a 20 metri di distanza non ha senso.

Ogni imprenditore, nel suo piccolo si chiaro, dovrebbe provare a creare impatto sociale, farsi notare, senza scendere ad essere ridicoli ovviamente ma con una chiara strategia di branding.

Il brand quindi è fondamentale, il mix tra valori, mission e vision aziendale sono importantissimi, quindi, dobbiamo raccontarli sapientemente al nostro bacino di clienti. In questo caso si tratta di utenti locali che si trovano nell’arco di 7 km massimo intorno la pizzeria.

Insieme al proprietario abbiamo individuato 3 valori da portare avanti:

  • Tradizione: parlare e raccontare dell’azienda di famiglia, avviata dal padre più di 15 anni fa seguendo antiche procedure di impasto per la pizza, cottura e selezione delle materie prime.
  • Creatività: la ricerca continua del gusto abbinando la pizza fatta come una volta a birre artigianali di varie tipologie: rosse, bionde, nere e stringendo partnership con cantine vinicole venete e birrifici locali anche per una questione di posizionamento.
  • Eccellenza: niente primizie industriali, solo ingredienti rigidamente selezionati, portati avanti da un processo di scelta accurato e minuzioso.

“Non dobbiamo vendere pizze, dobbiamo raccontare la storia della tua famiglia, il tuo modo di lavorare e la tua esperienza nel campo culinario e degli abbinamenti gastronomici portando il tutto nelle case dei tuoi clienti.

Facendo il contrario, ovvero vendendo semplicemente pizze, stiamo facendo la stessa cosa che fanno i tuoi competitors.

Il prodotto, la tua azienda sono una conseguenza del tuo brand”.

Cercando di fare un riassunto, sono più o meno queste le parole con cui mi sono rivolto al proprietario nelle prime chiamate conoscitive. Lui si è trovato d’accordo e anzi mi ha appoggiato in questo orientamento.

Step 2: definizione dei contenuti

Studio il mondo del marketing da diversi anni, ho frequentato istituti di design e comunicazione, seguito i corsi di Marketers ma soprattutto facendo esperienza diretta con diverse aziende, sia piccole che grandi, in Italia.

Principalmente su Instagram integro quella che considero la mia logistica di contenuti, divido quindi le pubblicazioni di post e caroselli in 4 principali categorie:

  • Educazione: post in cui insegniamo ai nostri followers il nostro modo di lavorare, in questo caso come prepariamo l’impasto della pizza, cenni su come lo facevano i genitori del titolare, come selezioniamo gli ingredienti, la stesura dei panetti di pizza ecc… . La caption è fondamentale, solitamente la divido per paragrafi e scrivo un testo leggibile e mai noioso senza esagerare con la lunghezza.
  • Emozionale/Ispirazionale (branding): raccontiamo chi siamo, i valori della nostra pizzeria, cosa ci spinge ogni giorno a dare il meglio per portare ai nostri clienti un prodotto fantastico, spiegare come vogliamo rivoluzionare il concetto di pizzeria con i nostri valori e far percepire la nostra attività non come un luogo dove dai “del denaro per ottenere un prodotto” ma, passatemi la frase e scusate se è troppo banale, un posto simile ad “un luogo di culto dove l’utente sposa a pieno i valori della nostra religione”.
  • Intrattenimento: speziamo la serietà e la monotonia dei classici post facendo scoprire ai nostri follower chi c’è dietro al team. Intervistare in modo informale i nostri dipendenti, creare dei video (o magari dei Reels che per adesso spingono tanto su Instagram) dove ci sono delle mini-sfide tra i pizzaioli o magari si fa free-style acrobatico (si, esiste il free-style acrobatico mentre il pizzaiolo prepara la pizza). A volte basta veramente un carosello dove i dipendenti parlano tra di loro, uno di loro fa una battuta e nell’ultima foto ridono tutti insieme. Insomma mostrare dei momenti empatici, divertenti e di gruppo ai nostri follower fa capire che dietro l’attività ci sono pur sempre persone con animo, sentimenti e personalità.
  • Vendita: post dedicati alla vendita delle nostre pizze (finalmente!). Qui diventa utile il copywriting persuasivo. Per questa pizzeria non scriverò mai “ecco la margherita, ordina dal link in bio”. Andrò a usare parole diverse per descrivere per esempio gli ingredienti:”vellutata bianca DOP su passata di pomodoro di Pachino e rustico Crudo San Daniele”. Posso fare leva su certificazioni ottenute dagli ingredienti, su quanto questa sia la pizza più venduta degli ultimi 3 mesi o sulle 30 recensioni positive registrate l’ultima settimana su questa pizza. Devo letteralmente abbattere le barriere psicologiche dell’utente per fargli venire il bisogno di avere questo prodotto e non guardare le 2€ in più rispetto la media di mercato per acquistarlo. Inoltre questi post possono essere riutilizzati per attività di advertising come post engagement e conversioni (i due obiettivi che uso più spesso dato il target locale).

Si, probabilmente avete capito bene, non mi limito a pubblicare post di “sole pizze”. Secondo i miei principi e la mia esperienza non possiamo continuamente postare foto di pizze per una pizzeria.

Vedo letteralmente tantissime pizzerie che altro non fanno che scattare foto alle pizze senza raccontare nulla, per carità tutto molto appetitoso ma alla lunga si rischia di stufare l’utenza.

Step 3: engagement

Le interazioni sono sicuramente un elemento di crescita su Instagram. Premettendo che il mood fotografico meriti una certa priorità, successivamente, possiamo andare ad utilizzare delle tecniche per aumentare le azioni verso il nostro profilo e mandare dei segnali ad Instagram e al famoso algoritmo.

Ancora una volta per me queste azioni non sono dei trucchetti per aumentare la visibilità, sono dei passi e dimostrazione di fiducia e relazione che il nostro brand compie verso il proprio pubblico.

Questo significa che limitarsi ad azioni di follow/unfollow, mettere mi piace alle foto di tutti quelli che ci seguono o cose di questo tipo sono altamente limitanti. Una PMI non è una grande azienda come Apple o Starbucks che può permettersi grossi capitali in ads, dobbiamo ragionare molto più di public relation e instaurare noi in primis conversazioni con i clienti. Ecco alcune azioni:

  • Interagire con clienti che mostrano interesse nei nostri contenuti, taggandoli eventualmente nei commenti e facendo delle domande a risposta aperta (genera conversazione).
  • Individuare monumenti, luoghi di interesse ed eventi attorno a noi intervenendo in prima persona a scrivere su un post la nostra opinione e sensazione in merito.
  • Ricercare e posizionarci per hashtag rilevanti per la nostra nicchia di mercato, analizzando anche i competitors.
  • Stilare un semplice file Excel con gli utenti più attivi con cui si è instaurata una relazione e continuarla nel tempo: spesso non hai bisogno di nuovi clienti ma solo di far tornare a comprare più spesso quelli già acquisiti.

Risultati

  • Dopo 1 e mese e mezzo abbiamo portato l’engagement al 5% e allo stesso tempo siamo arrivati a 1000 followers locali. Puntiamo a raddoppiare l’engagement soprattutto con le varie partnership e post con collaborazioni del prossimo periodo. Nessuna spesa in ads fatta. Ricordo che parliamo di un’attività che lavora con clienti vicini, non abbiamo bisogno di milioni di followers ma il giusto e ben ingaggiati!
  • Richiesta di informazioni, complimenti e messaggi di valore in direct in aumento del 50% rispetto al passato.
  • Abbiamo deciso di condividere i post di Instagram anche su Facebook rilevando ottime interazioni degli utenti anche su questo canale.

Profilo cliente:

@damassimoillasi

Scrivimi per qualsiasi domanda!

 


 

Anthony Bella

Copywriter | SEO | Social Media Manager

Nato a Cesena il 27/03/1994 e appassionato fin da piccolo di marketing e tecnologia. Ho collaborato con numerose aziende italiane in progetti di comunicazione, tra queste ricordo: Kunstdunger, Cream Creativi Mediterranei, Salone da Favola e OTO Agency.

Sono un grande appassionato di food marketing e ho lanciato come social media marketer diverse pizzerie in tutto il mondo tra cui Pizzeria Risìu (Scicli, Sicilia), Pizzeria Dacciuntaglio (Cadine, Trento), Pizzeria da Massimo (Illasi, Veneto), La Pizza de Savoretti (Guayaquil, Ecuador) e Pizzeria 4 Stagioni (Moudon, Svizzera).

Contattami alla mail: anthonybella1994@gmail.com

 


 

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